Dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione si apre al momento della morte. Se il defunto non ha predisposto un testamento gli eredi, i legatari, i tutori o i curatori dell’eredità, gli esecutori testamentari o le persone che per effetto della dichiarazione di morte presunta dell’erede sono immessi nel possesso dei beni sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione entro dodici mesi dalla data del decesso all’ufficio del Registro competente in base all’ultima residenza del deceduto.

L’imposta sulle successioni, dal 25.10.2001, è stata soppressa, indipendentemente dal valore dell’asse ereditario e del grado di parentela tra defunto e beneficiari, pertanto tale obbligo resta solamente se nel patrimonio ereditario sono inseriti beni immobili o diritti reali sugli stessi, ed in tal caso restano ancora dovute le imposte ipotecarie e catastali, determinate rispettivamente nel 2% e nell’1% del valore dei beni stessi; nel caso in cui sussistano in capo agli eredi le condizioni per godere dei benefici per la prima casa, tali imposte devono essere corrisposte nella misura fissa di Euro 168,00( – ).

Ulteriore semplificazione prevista è data dal fatto che l’erede è esonerato, per gli immobili inclusi nella dichiarazione di successione, a presentare la dichiarazione ai fini dell’Imposta Comunale sugli Immobili.

Interessante è ricordare che a seguito della citata soppressione dell’imposta di successione, la dichiarazione di essa non contempla più aziende, quote societarie, conti correnti e deposito titoli e quant’altro, ma, esclusivamente beni immobili.

Molti Istituti di Credito per svincolare somme intestate al de cuius, posta l’assenza di esse nella dichiarazione di successione, pretendono la stesura di atto notario che certifichi i dati della morte, l’identificazione degli eredi con il loro grado di parentela nei confronti del defunto e varie altre situazioni volta a volta mutevoli.